Christian Donelli Franco Sprega Cristiano Maggi
IL COMANDANTE ANARCHICO e le sue battaglie nel cuore del ‘900
Emilio Canzi, vita, lotta e memoria tra documenti e fotografie inedite
Ravizza Editore – 2025 – pp.208 - € 21,50
Sabato 15 novembre, a due giorni dall’ottantesimo anniversario della morte di Emilio Canzi, è stato presentato il libro Il Comandante anarchico. Una accurata biografia che fa emergere una figura di caratura internazionale. Circa centocinquanta persone hanno partecipato alla serata nell’Auditorium Fondazione di Piacenza e Vigevano a Piacenza alla presenza dei tre autori, per l’occasione era presente anche la nipote di Emilio Canzi giunta dalla Francia per questa occasione.
Grazie al ritrovamento da parte di Cristiano Maggi di un album di fotografie appartenuto alla famiglia, acquistato sul Web, si è avviato un progetto che partendo dai precedenti lavori su Emilio Canzi e integrato dalla foto inedite ritrovate andasse ad indagare il suo percorso di vita famigliare poco conosciuto rispetto agli eventi dei quali è stato protagonista. La ricerca si è sviluppata consultando i materiali dell’Archivio Centrale dello Stato di altri Archivi nazionali e locali e il Casellario Politico, estendendo la ricerca anche ad altre figure che hanno avuto a che fare nel tempo con Canzi, in primo luogo la moglie Vittoria Parmeggiani.
E’ stata ricostruita una “mappa” dei luoghi e delle località parigine, dove Canzi era andato in esilio per sfuggire alla persecuzione del regime fascista, e che evidenzia, tra l’altro, l’estrema precarietà delle condizioni di vita dei rifugiati politici italiani nel periodo tra le due guerre mondiali.
Canzi, nome di battaglia “Ezio Franchi”, è stato durante la Resistenza Comandante Unico della XIII Zona partigiana che comprendeva le valli piacentine.
Nato a Piacenza il 14 marzo 1893 frequenta le scuole elementari per poi iscriversi ad una scuola tecnica. Chiamato alle armi viene inviato in Libia e il libro si apre proprio con una sua foto in divisa scattata a Tripoli nel 1915 e inviata alla nonna. Partecipa alla Prima guerra mondiale e congedato avrà un ruolo importante nella formazione degli Arditi del Popolo diventando istruttore militare del Battaglione Cantarana. Riparato nel 1922 in Francia, nel ‘36 è fra i primi volontari che in Spagna combattono nella guerra civile e si arruola nella colonna anarchica “Ascaso”. Tornato in Francia, nel 1942 viene consegnato alle autorità tedesche che poi lo estradano in Italia. Inviato al confino nell’isola di Ventotene quando viene liberato nel settembre ’43, si unisce ai primi resistenti piacentini
Grazie anche alle fotografie inedite contenute nel libro per la prima volta le sue vicende di combattente di mille battaglie sono viste anche attraverso i suoi rapporti famigliari, l’amore per i figli Bruna e Pierrot e il forte legame di amicizia con i tanti compagni di lotta.
Le ultime pagine del libro sono dedicate a numerose fotografie dei funerali di Emilio Canzi, all’enorme partecipazione di una folla che accompagna il feretro da Piacenza, lungo la val Trebbia e poi a Peli dove aveva chiesto di essere sepolto. Il 30 settembre 1945 rimase gravemente ferito nello scontro fra la sua moto e un automezzo dell’esercito alleato ad un incrocio a Piacenza. Ricoverato all’ospedale viene a mancare il 17 novembre.
Sulla tomba di Canzi si trova scritto:
"A EMILIO CANZI (Ezio Franchi)
PARTIGIANO D'ITALIA
MCML
QUI
TRA GLI ALTI MONTI E LA GENTE UMILE
DONDE CON POCHI ANIMOSI
INTRAPRESE L'ULTIMA SUA BATTAGLIA
PER LA LIBERTÀ DEI POPOLI
EMILIO CANZI
VOLLE RIPOSASSERO
LE SUE SPOGLIE MORTALI
SPOSATA LA CAUSA
DEI POVERI E DEGLI OPPRESSI
DA COMBATTENTE LEALE ED INDOMITO
IN TERRA D'ITALIA E DI FRANCIA
IN BELGIO, IN ISPAGNA, IN GERMANIA
PER IL TRIONFO DELLA LIBERTÀ
PER LA GIUSTIZIA SOCIALE
E PER UN'UMANITÀ MIGLIORE
SOFFRÌ
PERSECUZIONI, ESILIO, GALERA
O TU
CHE QUI PIETOSO T'AGGIRI
ASCOLTA LA VOCE
CHE AMMONITRICE ED IMPLACATA
S'ALZA DA QUESTA TOMBA
Cimitero di Peli (PC)
novembre 2025
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