Sergio Buonadonna

QUANDO PALERMO SOGNO’ DI ESSERE WOODSTOCK

Navarra Editore – Palermo -2020 – pp.272 - € 16,00

 

Quando Palermo sognò di essere Woodstock racconta il grande evento che nel 1970 volle fare, della città, una capitale del pop internazionale: Il Festival Palermo Pop

Dal 16 al 19 luglio di mezzo secolo fa, Palermo sognò di essere Woodstock. I grandi nomi della scena pop mondiale, “mostri sacri” del jazz e del rock, si diedero appuntamento allo stadio della Favoritaper un evento senza precedenti. L’idea era partita da Joe Napoli, impresario che aveva già organizzato alcuni raduni con un buon successo. Nel capoluogo siciliano, Napoli trovò terreno fertile e pur tra tante difficoltà, riuscì ad allestire un festival di tutto rispetto. Sul palco della Favorita salirono tra gli altri Aretha Franklin, Duke Ellington, Johnny Halliday, i Colosseum, i Black Sabbath, Arthur Brown. Tanti anche gli italiani: Nino Ferrer, i Ricchi e Poveri, una giovane Giusy Romeo, la futura Giuni Russo, Little Tony Carmen Villani, Rosanna Fratello, i cantastorie Rosa Balistreri e Franco Trincale, insieme a molti giovani jazzisti. Presentatrice della manifestazione Mariolina Cannuli, volto famigliare del piccolo schermo della TV, insieme al jazzista Carlo Loffredo e ad un giovane Paolo Villaggio. C’era di tutto un po’, dal jazz al rock, con qualche timida apertura verso le nuove sonorità. Giorni intensi, non privi di incidenti di percorso. Due in particolare sono gli avvenimenti ricordati: l’esibizione di Arthur Brown, l’istrionico cantante inglese che sarà addirittura arrestato sul palco dopo aver osato spogliarsi e la vicenda del cantastorie Franco Trincale interrotto improvvisamente nella sua esibizione dalla polizia e minacciato di arresto. Trincale cantava contro la guerra in Viet-Nam, contro la polizia che aveva ucciso due braccianti durante una manifestazione ad Avola e criticava apertamente la figura dell’allora questore di Milano, Marcello Guida, già direttore durante il periodo fascista del Confino sull’isola di Ventotene, dove vennero segregati numerosi antifascisti. Tristemente noto alle cronache per le sue dichiarazioni rese alla stampa subito dopo la morte nei locali della Questura milanese dell’anarchico Giuseppe Pinelli, arbitrariamente trattenuto per la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 e precipitato durante un interrogatorio da una finestra del quarto piano. Quando poi Trincale intonò “Nixon boia”, ripreso in coro da gran parte degli spettatori, scattò l’intervento della polizia. Per placare gli animi della folla gli organizzatori fecero risalire sul palco Trincale che fu accolto da un caloroso abbraccio di Duke Ellington mentre dagli spalti si levava il coro "Nixon boia!:

Tantissime testimonianze dei quattro giorni più pazzi che Palermo abbia vissuto raccontati e raccolti dall’autore Sergio Buonadonna, giornalista palermitano, cronista con una grande cultura musicale.

L’ambizione dell’ideatore del Festival, il siculo-americano Joe Napoli, era creare un avvenimento che sarebbe stato indimenticabile e che ogni anno avrebbe fatto puntare i riflettori del mondo dello spettacolo musicale sulla Sicilia.

Una scommessa vinta di cui non a caso ancora si parla, rievocando giorni e notti memorabili dentro e fuori dallo stadio. Sono passati cinquant’anni ma il ricordo è ancora vivo per coloro che vissero quei giorni, lo si comprende leggendo le loro testimonianze nel libro. Rimane il rammarico che il Festival non sia potuto diventare permanente, non lo divenne per calcolo politico, falso moralismo e intolleranza poliziesca. Al perbenismo dominante tutto ciò che era diverso faceva paura.

Il Festival Pop di Palermo vedrà la luce anche nei due anni successivi alla prima edizione, ma in tono minore. L’autore ripercorre quei giorni, i retroscena, i preparativi, descrive i protagonisti e gli artisti con una scrittura e una partecipazione emotiva che coinvolge i lettori, anche quelli che, allora giovani, vissero quel periodo non solo in Sicilia con i rimandi a successivi e partecipati eventi musicali: un esempio per tutti le edizioni dei festival organizzati dalla rivista “Re nudo” e del Parco Lambro a Milano negli anni Settanta del Novecento. Completano il libro i contributi di Beatrice Agnello, Vittorio Bongiorno, Gian Mauro Costa, Franco La Cecla, Francesco La Licata, Beatrice Monroy, Alberto Stabile, Piero Violante e una interessante appendice fotografica.

 

Novembre 2025